Frontiere aperte, frontiere chiuse, frontiere semi-aperte (o semi-chiuse, a seconda dell'abitudine a vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto). Insomma, nel 2014 sono ancora le linee di confine a far discutere: alcune le considerano solo vetusti rimasugli di una storia che non c’è più, altri come necessari presidi di tutela e identità.

Ecco allora il solito refrain, del tipo: apriamo le frontiere, anzi togliamole; no, teniamole, anzi rinforziamole. Viene in mente il Carlo Verdone in versione Mimmo, il nipote che si prende cura della nonna (la sora Lella): “Stendije le gambe, ritiraje le gambe, ristendije le gambe, ritiraje le gambe... Io je le taglierebbe quelle gambe!”. Ecco, appunto: di queste gambe (frontiere) che dobbiamo farne? Da settimane il film “Io sto con la sposa” ci invita – tra le altre cose - a pensare un mondo senza barriere, aprendo il dibattito sul diritto alla mobilità, sul diritto ...