Se c'è un modo sbagliato di avvicinarsi al sociale, è "leggerlo" con il cuore. Il cuore distorce le percezioni, accresce le emozioni, impedisce una lettura oggettiva delle situazioni. Il sociale ha bisogno, anzi, di un surplus di razionalità, di concretezza. A volte, addirittura di cinismo! Con il capo cosparso di cenere, è allora possibile parafrasare il titolo di un libro di Ryszard Kapuściński. E affermare: "Solo il cinico è adatto a questo mestiere". Il cinico, il freddo osservatore della realtà. Colui, insomma, che non cade tramortito sotto i colpi dell'emozione, che lascia spazio al dubbio, che convive con il disincanto.

Ne ho avuto prova qualche giorno fa. Un giovane africano, richiedente asilo, si è presentato in redazione. Aveva con sé un video girato nel Sahara - diceva - con il suo telefonino. Per alcuni minuti erano inquadrati i corpi e i volti di vari suoi connazionali che non ...