Orti urbani, orti in carcere, orti di condominio, orti per le persone disabili, orti per i senza dimora, orti per recuperare aree periferiche. Orti in tutte le salse, in tutti i luoghi, in ogni angolo. Ma da dove caspita spira questo vento neo-bucolico? Da quando è nata questa vocazione urbano/agreste?
Soprattutto nelle grandi città sembra scoppiata l'orto-mania. Dopo decenni di desertificazione delle campagne, con inviti diretti e indiretti a riempire le metropoli (proletarizzazione dei grandi centri urbani, sull'onda della crescita industriale), sembra che una nuova orto-dossia si stia facendo largo. Parole d'ordine: riscoprire l'ambiente, la solidarietà, la condivisione.
A lanciare queste iniziative sono i titoli più stravaganti, i giochi di parole più arditi. Qualche esempio? Il comunicativo "Orto e mezzo", oppure l'aggressivo "Terapia d'orto", fino all'infantile "Ort'attack" o al filosofico "Pianta che ti passa"!
E così il cronista, tra un problema orto-ttico e un errore orto-grafico, si trova a celebrare un'esplosione di piccoli cuori verdi. E vede e legge orti dappertutto.

 

479544Il profilo grigio e sm-orto di un condominio milanese rinasce con un piccolo appezzamento coltivato a zucchine; un francobollo di terra vicino all'aerop-orto permette la nascita di pomodori e melanzane; una lingua di terriccio maleodorante accanto all'autop-orto promette "gustosi" finocchi. Un vecchietto tutto st-orto si prende cura di insalata e peperoni nell'assolata periferia romana. Il detenuto maghrebino, in passato poco acc-orto, viene invitato a coltivare fagiolini, oltreché la speranza... 

Presto qualcuno proporrà un orto vicino al cimitero: non resta che sperare nella lungimiranza del beccam-orto! Di sicuro altri proveranno a piazzarne uno vicino al reparto di orto-pedia, con tibie e peroni a fare da ideali supporti a rigogliosi filari di pomodori.
Domanda: ma poi chi mangia queste prelibatezze, così terribilmente ricche di componenti orto-fosforici? Chi osa ingurgitare i prodotti di madre natura che con così grande amore sono stati fatti crescere? Certamente persone dal profilo cont-orto! A qualcun altro, invece, il sì sarà stato est-orto.

Piccole pezze a grandi buchi. Da anni i fondi per il welfare sono tagliati, ma sempre più comuni italiani dedicano all'orto di quartiere soldi e progetti. Un vero boom. C'è chi dice che così il sociale è m-orto. Chi sostiene che invece è ris-orto. Per altri ancora - più concretamente - ha solo il fiato c-orto...
Orti, luoghi di contatto con la natura (!), dove vedere gente, conoscere strumenti, persone, fare il cascam-orto... E lavorare di fantasia, una specie di teletrasp-orto verso spazi grandi e meno inquinati.
A quel punto, si potrà anche decidere di fare il passap-orto e andare via, lasciando città sempre più invivibili. Per chi rimarrà, ci sarà sempre un orto da curare. Piccola consolazione da "coltivare"... Obt-orto collo.