Torta nuzialeScade prima un matrimonio o una mozzarella? E' più digeribile un'unione non più freschissina o una confettura di baccalà in salsa portoghese? Solo qualche settimana fa l'Ue ha aperto la discussione sulla necessità di togliere la dicitura ”da consumarsi preferibilmente entro” dalle confezioni di cibo. La proposta è stata all’ordine del giorno della riunione del Consiglio agricoltura a Bruxelles. Dunque, niente più scadenze per pasta, riso, formaggi, caffè, ecc...

Secondo gli euro-burocrati, la dicitura ”Da consumarsi preferibilmente entro” non è la stessa cosa della scadenza vera e propria. La data indicata, infatti, è quella fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà specifiche in corrette condizioni di conservazione. Dunque, potenzialmente - se ben conservati - gli alimenti possono e devono durare più a lungo rispetto a quanto consigliato nelle etichette.

Il 23 giugno, poi, l'Istat ci ha fatto sapere che in Italia un matrimonio dura in media 16 anni (scadenza naturale) e che nell'ultimo periodo si sta intensificando il ricorso da parte dei cittadini italiani allo scioglimento della propria unione coniugale in altri paesi dell'Unione europea, riducendo così i tempi (e generalmente anche i costi) per l'ottenimento del divorzio e senza necessità di passare per la separazione.

Dunque, a differenza degli altri beni (che sembrano non dover scadere mai), per il "prodotto matrimonio" gran parte dell'Ue ha anticipato la fine! Certamente aiutano alcune caratteristiche peculiari. Innanzitutto la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro..." nel caso in questione lascia il tempo che trova. La consumazione è infatti aspetto non eventuale o secondario per l'apprezzamento del "prodotto" nuziale. E, anzi, prima lo si consuma è meglio è... Inoltre, una unione non può essere lasciata in frigo, accanto a peperoni e cartate di prosciutto annerito. La commistione con un po' di peperoncino in realtà non guasterebbe, ma dopo un po' di tempo (qualche anno) l'occhio - principalmente maschile - finisce sempre sulla birra in prima fila...

Certamente molti Paesi europei sono preoccupati dalle conseguenze di un matrimonio scaduto (o scadente). Il prodotto, generalmente, provoca infatti gastriti (nei casi più gravi ulcere), ipertensione, stress. I problemi possono essere risolti momentaneamente con "spuntini fuori casa", ma in questo caso occorrerà fare molta attenzione. Trattasi infatti di fast food piacevole ma che può risultare indigesto. Pasteggiare con cura, possibilmente non alla luce del sole...

In generale, il rapporto tra matrimonio e alimenti è sempre un po' delicato. Ce ne sono poi alcuni che entrano in gioco proprio quando il primo è definitivamente andato. Costano cari e vanno calcolati dietro consulenza legale... E sempre in fatto di relazioni tra nozze e cibo, popolare è la censura di chi non riesce a far fronte agli impegni e opta per fare "le nozze con i fichi secchi". Certo, l'importante è che siano prodotti naturali, non siliconati. Anche se, secondo Alexandre Dumas, "l'amore è fisica, il matrimonio è chimica". Da qui - probabilmente - l'attenzione sulla questione da parte dei burocrati europei, salutisti e ipocondriaci.

Nel frattempo, in Italia si parla di divorzio breve. Alcuni propongono un anno, altri sei mesi. Un modo per adeguarsi agli standard europei. E a proposito di diciture, è stato suggerito di introdurre sulle pubblicazioni il classico "nuoce gravemente alla salute"! Nozze: voce del verbo nuocere, appunto...

Infine, il sociale risponde con il matrimonio etico, vale a dire il suggerimento di una cerimonia equa e solidale, finanche al banchetto fatto con prodotti dei beni confiscati alle mafie o fatti in carcere. Cosa c'entri l'etica con il matrimonio pochi lo sanno. Forse nulla. Come Berlusconi con i servizi sociali: non c'entra nulla, però ce l'hanno messo. Di certo l'accostamento con il carcere sa di provocazione. La dicitura possibile? "Fine pena mai". Altro che scadenza: il cerchio si chiude, l'Europa è... servita!

(ps: testo letto e approvato da mia moglie)