Calcio_non_vedentiLECCE - L'attività paralimpica si "normalizza". Ma, come spesso avviene, si è in presenza di un gioco al ribasso, dove non è lo sport delle persone disabili a influenzare positivamente (con i suoi valori e le sue storie di vita) i cosiddetti "normodotati" ma l'esatto contrario.
E' di qualche giorno fa la notizia la finale di Supercoppa del Calcio a 5 non vedenti è finita in rissa. In sintesi: interventi fallosi a non finire, sperando di non dare nell'occhio, piccole zuffe, partita sospesa per dieci minuti per riportare la calma. E baraonda finale. Il tutto a Lecce, nella finale tra l’Ascus Lecce e l’Ads Roma, e vinta dalla squadra capitolina per 1-0.

Insomma, una partita tra ciechi diventata in un batter d'occhio oggetto di una violenza cieca. Sul banco degli imputati è finito, manco a dirlo, il direttore di gara, colpevole dapprima di aver chiuso un occhio sui ripetuti falli che hanno caratterizzato l'avvio di gara e poi di aver perso il colpo d'occhio, optando per cartellini facili. A occhio e croce, una mezza catastrofe.
Tutto è iniziato a metà del secondo tempo, quando, sul punteggio per 1 a 0 per i romani, a gioco fermo, un giocatore della Roma ha scalciato un avversario e l’arbitro avellinese, accortosene con la coda dell'occhio, ha estratto il primo dei tre cartellini rossi della partita. Ne sono poi seguiti altri due, a carico di due giocatori venuti alle mani. Certo, non si può dire che l'arbitro abbia strizzato l'occhio all'una o all'altra squadra!

Calcio_non_vedenti2Insomma, botte da orbi nel calcio per non vedenti. Ne è seguito un confronto a quattr'occhi negli spogliatoi. Cosa che ha riportato la calma. E' il paradosso semantico che descrive una realtà che, a volte, supera la fantasia. Episodi che costano un occhio della testa e che nuocciono al calcio per non vedenti. Far finta di niente è come avere del salame davanti agli occhi! A chi gioverà tutto questo?