Internet festeggia i 30 anni e svela che Mohammed batte Raimondo

scritto da il 29/04/2016 in nessun tag | lascia un commento

Prima un pugno nello stomaco, di quelli che tolgono il respiro. Poi una grande commozione, di quelle che costringono le lacrime a uscir fuori dalle loro comode e pudiche sacche.
Nel trentennale di Internet mi collego al sito del Corriere della Sera e mi accoglie la notizia della piccola Fortuna (a volte il destino è davvero bastardo, costringendoti a fare i conti anche con il nome che mamma ti ha dato), bambina che a Napoli è stata prima violentata e poi gettata dal balcone. Hanno arrestato il responsabile di questa ignominia: è Raimondo, il compagno della madre, già noto alle forze dell’ordine per abusi e molestie nei confronti di altri bambini. Su di lui il sospetto dell'uccisione anche di un altro minore, morto in circostanze sospette come la piccola Fortuna, dopo abusi sessuali.

Sempre il Corriere mi ricorda che 30 anni fa partì la prima mail, che aprì anche ...

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“Ecce bomba”: la vecchia e incerta Europa di fronte al dilemma terrorismo

scritto da Daniele Iacopini il 31/03/2016 in terrorismo | lascia un commento

Ma i terroristi si arrabbiano di più se vengono combattuti o se vengono ignorati? E’ meglio affrontarli con le armi sofisticate della pace o con quelle costose e rumorose degli eserciti? La noncuranza occidentale fortifica le menti deviate delle giovani generazioni malintenzionate – catturate dalle imprese dei jihadisti – oppure è più nociva una reazione dura e indifferenziata, che indirettamente fortifica i piani di contrasto all’”impero del male”? L’atteggiamento dell’Europa somiglia molto a quello di Michele, il protagonista di “Ecce Bombo” di Nanni Moretti. Che nel film afferma: “Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce…”. Stavolta potrebbe essere “Ecce bomba”! Una riedizione… L’Isis ci bombarda con l’esplosivo, noi ci bombardiamo di domande. E di dubbi, di incertezze, di paure. Tremebondi, approcciamo chi ...

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Niente rivoluzione, niente Primavera (araba). La storia “spiegata” dall’imam

scritto da Daniele Iacopini il 23/02/2015 in Islam, Musulmani, Primavera araba | lascia un commento

Non esistono più le mezze stagioni, si sa. Ma da un po’ di tempo sembra che anche le stagioni nella loro interezza stiano sul punto di tirare le cuoia.Si pensi alla “Primavera”, in particolare quella araba. La serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 sembra siano sfociate o in contro-rivoluzioni restauratrici, o in dimensioni caotiche che fanno rimpiangere i precedenti regimi. Insomma, un autentico fallimento.Gli occidentali hanno iniziato a farsi domande di ogni tipo, spiazzati da eventi che - di fatto - hanno supportato il naufragare delle aspettative e dei sogni di maggiori equità e diritti per le società musulmane. E l’Europa si trova ora a fare i conti con il precipitato di quell’investimento emotivo, causato per lo più da letture semplicistiche di società molto complesse.Insomma, tutti a domandarsi: perché questo fallimento? E’ stato così che mentre le menti più sottili, gli “intellettuali” più sagaci, gli ...

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L’anima “sociale” del rugby: gestire l’irregolarità e guardare chi sta indietro

scritto da Daniele Iacopini il 02/01/2015 in crisi, solidarietà, sociale, rugby, sport, Massimiliano Ruggiero | lascia un commento

Sport e sociale, binomio da studiare. Lo sport come svago, ma anche come impegno, come strumento educativo, come mezzo per costruire o riabilitare un assetto fisico o psicologico. O, infine, come semplice metafora. Ma qual è la disciplina sportiva che,

rugbyin tempi di crisi, più rispecchia le prerogative sociali che un popolo dovrebbe riscoprire? Ne siamo certi: è il rugby. Riflettevo su questa antica e nobile disciplina nel corso della presentazione del libro "Management e rugby: strategie vincenti" di Massimiliano Ruggiero, che ho avuto l'occasione di moderare. In quel caso si è sottolineato l'importanza del rugby come formidabile modello di programmazione perfettamente applicabile alla realtà aziendale, essendo capace di creare un clima cooperativo e fattivo nei gruppi di lavoro.

Ho cercato allora di capire quali messaggi e quali valori questo sport potesse veicolare anche in altri ambiti. E ho trovato diversi spunti anche per una ...

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Il cinismo e le emozioni: se il giornalismo sociale si ammala di "cuore"

scritto da il 02/12/2014 in migranti, rifugiati, giornalismo, richiedenti asilo, giornalismo sociale | lascia un commento

Se c'è un modo sbagliato di avvicinarsi al sociale, è "leggerlo" con il cuore. Il cuore distorce le percezioni, accresce le emozioni, impedisce una lettura oggettiva delle situazioni. Il sociale ha bisogno, anzi, di un surplus di razionalità, di concretezza. A volte, addirittura di cinismo! Con il capo cosparso di cenere, è allora possibile parafrasare il titolo di un libro di Ryszard Kapuściński. E affermare: "Solo il cinico è adatto a questo mestiere". Il cinico, il freddo osservatore della realtà. Colui, insomma, che non cade tramortito sotto i colpi dell'emozione, che lascia spazio al dubbio, che convive con il disincanto.

Ne ho avuto prova qualche giorno fa. Un giovane africano, richiedente asilo, si è presentato in redazione. Aveva con sé un video girato nel Sahara - diceva - con il suo telefonino. Per alcuni minuti erano inquadrati i corpi e i volti di vari suoi connazionali che non ...

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Il mondo "senza frontiere" alla prova del virus Ebola

scritto da il 07/11/2014 in terzo settore, Ebola, frontiere, salute | lascia un commento

Frontiere aperte, frontiere chiuse, frontiere semi-aperte (o semi-chiuse, a seconda dell'abitudine a vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto). Insomma, nel 2014 sono ancora le linee di confine a far discutere: alcune le considerano solo vetusti rimasugli di una storia che non c’è più, altri come necessari presidi di tutela e identità.

Ecco allora il solito refrain, del tipo: apriamo le frontiere, anzi togliamole; no, teniamole, anzi rinforziamole. Viene in mente il Carlo Verdone in versione Mimmo, il nipote che si prende cura della nonna (la sora Lella): “Stendije le gambe, ritiraje le gambe, ristendije le gambe, ritiraje le gambe... Io je le taglierebbe quelle gambe!”. Ecco, appunto: di queste gambe (frontiere) che dobbiamo farne? Da settimane il film “Io sto con la sposa” ci invita – tra le altre cose - a pensare un mondo senza barriere, aprendo il dibattito sul diritto alla mobilità, sul diritto ...

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"Botte da orbi" nel calcio per non vedenti

scritto da il 22/10/2014 in nessun tag | lascia un commento

LECCE - L'attività paralimpica si "normalizza". Ma, come spesso avviene, si è in presenza di un gioco al ribasso, dove non è lo sport delle persone disabili a influenzare positivamente (con i suoi valori e le sue storie di vita) i cosiddetti "normodotati" ma l'esatto contrario. E' di qualche giorno fa la notizia la finale di Supercoppa del Calcio a 5 non vedenti è finita in rissa. In sintesi: interventi fallosi a non finire, sperando di non dare nell'occhio, piccole zuffe, partita sospesa per dieci minuti per riportare la calma. E baraonda finale. Il tutto a Lecce, nella finale tra l’Ascus Lecce e l’Ads Roma, e vinta dalla squadra capitolina per 1-0. Insomma, una partita tra ciechi diventata in un batter d'occhio oggetto di una violenza cieca. Sul banco degli imputati è finito, manco a dirlo, il direttore di gara, colpevole dapprima di aver chiuso un occhio sui ripetuti falli ...

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Il welfare è (m)orto. Non ci resta che zappare

scritto da Daniele Iacopini il 18/07/2014 in Welfare, Orti | lascia un commento

Orti urbani, orti in carcere, orti di condominio, orti per le persone disabili, orti per i senza dimora, orti per recuperare aree periferiche. Orti in tutte le salse, in tutti i luoghi, in ogni angolo. Ma da dove caspita spira questo vento neo-bucolico? Da quando è nata questa vocazione urbano/agreste? Soprattutto nelle grandi città sembra scoppiata l'orto-mania. Dopo decenni di desertificazione delle campagne, con inviti diretti e indiretti a riempire le metropoli (proletarizzazione dei grandi centri urbani, sull'onda della crescita industriale), sembra che una nuova orto-dossia si stia facendo largo. Parole d'ordine: riscoprire l'ambiente, la solidarietà, la condivisione. A lanciare queste iniziative sono i titoli più stravaganti, i giochi di parole più arditi. Qualche esempio? Il comunicativo "Orto e mezzo", oppure l'aggressivo "Terapia d'orto", fino all'infantile "Ort'attack" o al filosofico "Pianta che ti passa"! E così il cronista, tra un problema orto-ttico e un errore orto-grafico, si trova a ...

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La scadenza dei cibi e quella dei matrimoni: se l'Unione smantella le unioni

scritto da Daniele Iacopini il 01/07/2014 in nessun tag | lascia un commento

Torta nuzialeScade prima un matrimonio o una mozzarella? E' più digeribile un'unione non più freschissina o una confettura di baccalà in salsa portoghese? Solo qualche settimana fa l'Ue ha aperto la discussione sulla necessità di togliere la dicitura ”da consumarsi preferibilmente entro” dalle confezioni di cibo. La proposta è stata all’ordine del giorno della riunione del Consiglio agricoltura a Bruxelles. Dunque, niente più scadenze per pasta, riso, formaggi, caffè, ecc...

Secondo gli euro-burocrati, la dicitura ”Da consumarsi preferibilmente entro” non è la stessa cosa della scadenza vera e propria. La data indicata, infatti, è quella fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà specifiche in corrette condizioni di conservazione. Dunque, potenzialmente - se ben conservati - gli alimenti possono e devono durare più a lungo rispetto a quanto consigliato nelle etichette.

Il 23 giugno, poi, l'Istat ci ha fatto sapere che in Italia un matrimonio dura in media ...

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Ma quale lentezza, qui servirebbe una Giornata della velocità

scritto da il 20/06/2014 in nessun tag | lascia un commento

lentezzaIl 12 maggio si celebra la Giornata mondiale della lentezza. Molte realtà sociali italiane e molti cittadini anche quest'anno hanno aderito con gioia, spinte dall'idea di "frenare" un mondo - si dice - troppo veloce, a tratti sfrenato, che macina emozioni, tempo e rapporti senza lasciare traccia. Una lodevole "ribellione", diventata col passare degli anni una convinzione un po' radical-chic, che trae spunto dai commenti affaticati della nostra quotidianità e assurge quasi a manifesto ideologico. Un movimento (per ora residuale), che sembra volersi contrapporre con qualche decennio di ritardo a quel Futurismo che della velocità aveva invece fatto la propria musa ispiratrice.

Pensavo all'esigenza di vivere con lentezza pochi giorni fa, mentre ero in treno. Elucubrazioni fini a se stesse, mentre la carrozza su cui viaggiavo portava qualcosa come mezz'ora di ritardo. Può darsi che il mondo corra troppo - ho realizzato - ma sicuramente non su questa ...

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